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LE GIORNATE DI PRIMAVERA DEL FAI PRESENTATE IN PROVINCIA

Autore: Ufficio Stampa e Relazioni Esterne.
Data prima pubblicazione: Venerdì, 20 Marzo 2015, Ore: 09:59:50
Data ultima modifica: Venerdì, 20 Marzo 2015, Ore: 10:01:19
Area tematica: Turismo
Data: 20-03-2015
Numero: 16
Descrizione:
LE GIORNATE DI PRIMAVERA DEL FAI PRESENTATE IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA ‘Sono orgogliosa di presentare a Palazzo Ghilini, sede della Provincia di Alessandria, le giornate Fai di Primavera 2015, che si svolgeranno sul territorio alessandrino nel prossimo weekend, dichiara Rita Rossa . A partire dal capoluogo, dove insieme al Conservatorio ‘Antonio Vivaldi’ si respirerà un’aria di alta cultura la stagione primaverile del Fai prevede una serie di interessanti declinazioni in vari punti culturalmente strategici del territorio. E’ fondamentale puntare sulla cultura, che fa perno sul nostro patrimonio nazionale, per ripartire e reagire in momenti difficili come questi, continua la Presidente. Le giornate del Fai si colorano di una connotazione ancora maggiore proprio nei momenti in cui è necessario ribadire fortemente la nostra identità, culturale e territoriale . Ringrazio quindi il Fai nazionale ed in particolare la presidente della Delegazione Fai alessandrina, Ileana Spriano per il lavoro svolto ed il cammino intrapreso di valorizzazione dei nostri luoghi del cuore , insieme a tutta la delegazione. Le Giornate del Fai sono sempre molto attese ed hanno un ottimo successo di critica e di pubblico. Siamo onorati, sottolinea Ileana Spriano di essere capaci di accendere i riflettori sui monumenti e le ricchezze culturali dei nostri luoghi, anche quelli più piccoli, difficili da vistare, considerati le ‘perle’ del nostro territorio.’ ‘Ringrazio anch’io il Fai’, soprattutto per la collaborazione con gli istituti scolastici ed il coinvolgimento degli studenti alessandrini nelle iniziative che vengono intraprese in queste giornate di cultura, sottolinea invece Maria Teresa Gotta, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Alessandria. Dettaglio sui luoghi aperti nella Delegazione di Alessandria Città di Alessandria Il Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria ubicato nello storico Palazzo Cuttica (fatto costruire nel XVIII secolo dal marchese Cuttica di Cassine, un tempo centro mondano della città e Prefettura di Marengo in epoca napoleonica) apre le sue porte a tutti gli appassionati ed ai curiosi . Un’occasione speciale per visitare un palazzo storico , per conoscere il suo patrimonio di strumenti musicali e per ascoltare musica dal vivo. Una delle cose belle del conservatorio è il suo essere una grande comunità che condivide una passione (la musica) e che vede passare ogni giorno nelle sue aule, nelle sale, nei corridoi una quantità di allievi che vanno dai 7 anni ai pensionati. Capita di incontrare bambini con strumenti più grossi di loro e pensionati con quaderno e matita. Sono i corsi di Propedeutica e la Scuola per adulti. Poi c'è una grande quantità di ragazzi che studiano e suonano da soli, insieme in gruppi di varie dimensioni, nelle orchestre, nei cori e sono italiani, cinesi, coreani, russi, sudamericani, spagnoli, albanesi, australiani, francesi, tedeschi... Il conservatorio è un luogo di condivisione e di scambio. Città Acqui Terme Acquedotto romano Le superstiti imponenti arcate dell’Acquedotto rappresentano il più cospicuo esempio relativo agli elevati di questa tipologia nell’Italia settentrionale. I pilastri e gli archi del manufatto – riconducibile all’età augustea (inizi del I secolo d.C.) – sorreggevano il condotto in muratura che portava l’acqua del torrente Erro alla romana Aquæ Statiellæa. Dall’ottocentesco ponte Carlo Alberto sulla Bormida la loro vista è estremamente suggestiva richiamando le ben più celebri vedute della Campagna Romana. Lavanderia delle Terme A Mario Bacciocchi (1902 –1974), più conosciuto come “l’architetto dei grattacieli” che nel dopoguerra progettò e realizzò – per conto dell’ENI su mandato di Enrico Mattei – gran parte degli edifici di Metanopoli a San Donato Milanese, venne affidato nel 1940 l’incarico per la Lavanderia delle Terme. L’immobile, realizzato durante la fase iniziale del secondo conflitto mondiale, presenta alcune interessanti caratterizzazioni tecniche quali la limitazione nell'uso del ferro e l’adozione di innovativi brevetti costruttivi dell’ancor esistente ditta RDB di Piacenza per la realizzazione dei solai. La volumetria si presenta compatta e unitaria, con la presenza di ampi loggiati sulle testate al primo piano ed è chiaramente improntata al linguaggio moderno del funzionalismo internazionale. La Lavanderia delle Terme, sottoposta a vincolo monumentale con D.D.R. del 2009, in attesa di un’imminente passaggio di proprietà, presenta alcuni aspetti di degrado dovuti all’ormai scarsa manutenzione. Nel corso del 2015 – cessata l’attività – si dovrà poi affrontare il problema della destinazione d’uso. Il FAI si propone di accendere un riflettore e di risollevare una così particolare costruzione dal”solito”oblio. Castellazzo Bormida Santuario della Beata Vergine della Creta e delle Grazie La peculiarità della visita consiste nella esposizione in questa occasione in una delle sale di oggetti, paramenti e manufatti di arte sacra, di cui buona parte è frutto di donazioni elargite in passato da diverse Eminenze della Chiesa Cattolica tra cui il Cardinale Luigi Dadaglio, nunzio apostolico in America, Monsignor Gerolamo Prigione, nunzio apostolico in America ed Africa, e soprattutto da parte del Cardinal Pio Boggiani che donò degli splendidi paramenti da liturgia. Inoltre sono esposti numerosi Ex-voto che testimoniato la fede verso la Beata Vergine della Creta, i più antichi sono realizzati con la tecnica della filigrana mentre i più recenti sono dei quadri dipinti su tavole di legno. Buona parte degli Ex-voto sono databili tra la metà dell’Ottocento de la metà del Novecento e costituiscono una delle maggiori collezioni del genere in Piemonte. Masio Torre Medievale – Museo “La Torre e il Fiume” Il cuore del iniziativa è l’antica torre medievale del XIII secolo, inserita in un più vasto progetto di museo diffuso sul territorio del comune di Masio: storia, cultura, ambiente e arte lungo il Tanaro. Il museo segue lo sviluppo della torre: sette piani che raccontano per immagini e riproduzioni di documenti antichi e modellini la storia della torre di Masio e più in generale la storia delle torri del territorio (da emblema del potere dei comuni in epoca medievale ad elemento caratterizzante del paesaggio in epoca contemporanea). Finiti i piani interni, si accede alla cima dalle quale si può ammirare il panorama mozzafiato sul fiume, la pianura e le colline del Monferrato. Un caso unico in Piemonte di torre antica recuperata ed offerta al pubblico in veste di museo e di osservatorio del paesaggio. Castello di Redabue Posto in una zona teatro per secoli di lotte per il possesso del Monferrato, il Castello di Redabue venne edificato nel XIII secolo. Attualmente al suo interno rimangono, a testimonianza delle sue origini antiche, alcuni archi di tufo alternati a mattoni databili intorno al XIII secolo, le torri merlate ed una torre quadrata scostata dal corpo principale. Dal 1830 il Castello e tutta la tenuta vennero acquistati dalla famiglia Doria Lamba che vi stabilì la sua residenza estiva. Di rara suggestività è il parco che circonda il Castello e prosegue per oltre 10 ettari di estensione. Percorrendo i viali si possono ammirare grandi distese verdi e alberi di alto fusto di origine secolari quali querce, ippocastani, tigli, olmi e aceri, intercalati da cedri del libano, carpini e tassi. Suggestivo è il sottobosco ricco di piante di mirto, di ginepro e di una miriade di piante autoctone. Mornese Il Castello Mornese è un piccolo comune dell’Alto Monferrato, posto a mezza via tra Gavi e Ovada, al centro di una collina solcata da due affluenti dell’Orba: l’Albedosa e il Piota. La sua antica denominazione di Molanesio, che sembra rifarsi al latino mulio, induce a ipotizzarne la fondazione da parte di mulattieri genovesi, come tappa per tutti coloro che risalivano l’entroterra per commerciare. Intorno al 1270 Mornese viene infeudato ai Rosso della Volta, cospicua famiglia genovese che vi costruisce un proprio castello, innalzato sul colle di Borgoalto, che fronteggia quello dell’abate. I Rosso della Volta tengono il castello fino al 1330, quando ne cedono la proprietà alla famiglia Doria che, nel 1352, acquisisce anche la villa di Ponticello. I Doria domineranno Mornese fino all’estinzione della loro linea maschile nel 1574. Ma il castello non durerà molto. Nel 1404 truppe genovesi occupano la fortificazione e la distruggono, non lasciando altra traccia oltre le muraglie che oggi racchiudono il giardino intorno alla nuova costruzione. Costruzione che, di riadattamento in riadattamento, si presenta a noi in una veste che risale al XVIII secolo. La pianta è articolata, a testimonianza delle numerose integrazioni all’originaria struttura, e l’aspetto è quello di una dimora signorile di quel periodo, per altro ben conservata dagli attuali proprietari. I Doria. A fine settecento, il marchese Orsini aveva delegato al massimo, sia le prerogative marchionali sia di gestione. Durante il periodo napoleonico i terreni etc. sono stati gestiti dal prete Antonio Mazzarello e da Antonio Denegri, da Casella, oste, che gestiva anche l’azienda agricola del Doria di Montaldeo. Poi Giorgio Doria ha comprato gli immobili da Denegri e Mazzarello, mentre per le prerogative marchionali di Orsini ha dovuto aspettare questioni ereditarie varie, poi comunque contestava (il suo erede) di dover sostenere un cappellano (Capellania Serra-Doria) etc. Il luogo sicuramente più suggestivo è all’esterno con la presenza del giardino e delle mura antichissime, inoltre la parte più particolare e estremamente panoramica è la torretta con le vetrate, visitabile all’interno. La scelta non è a caso, perché riteniamo importantissima l’unione del luogo con il resto del paesaggio, il panorama visto dalla torretta regala, per gli abitanti del paese e non, una visuale suggestiva e diversa del paese e di ciò che lo circonda. Piovera (AL) Castello di Piovera Il castello Balbi di Piovera è un complesso fortilizio a ferro di cavallo, tra i maggiori della zona, con torri ovali e due massicce torri quadrangolari, il tutto difeso da un fossato e da una cinta muraria.L’impianto di un vasto parco all’inglese di 30 ettari e la costruzione di edifici risalenti al XVIII sec., adiacenti al giardino con i suoi alberi rari e secolari, ha conferito a tutto l’insieme un aspetto decisamente romantico.Nella giornata di primavera Fai, verrà presentata l’evoluzione della tecnica nei mezzi di trasporto e di lavoro che hanno cambiato le abitudini di un piccolo borgo come quello di Piovera. Saranno illustrati i vari attrezzi agricoli antichi, a tiro animale, prima in legno e poi in ferro; alcune carrozze per il trasporto di persone e spostamento dei prodotti agricoli; alcuni concetti dei motori a vapore per la lavorazione del grano e per finire, passare ai motori a scoppio con la presentazione di una collezione di auto d’epoca, la possibilità di affittarle per provarle all’interno del parco (tempo permettendo) e dei macchinari più moderni per la lavorazione dei campi, proprio per capire insieme il cambiamento delle abitudini umane in rapporto all’evoluzione della tecnica. Silvano d'Orba Le distillerie DISTILLERIA GUALCO Storica distilleria conosciuta ed apprezzata da sempre che utilizza impianto discontinuo a bagnomaria alla piemontese, uno dei pochi ancor esistenti in Italia:”l'alambicco” della distilleria Gualco contiene circa duecento chili di vinaccia ed in meno di un'ora produce di grappa a 55/65 gradi GRAPPA BARILE Antica distilleria silvanese che lavora vinacce fresche con metodi antichi e tradizionali. Utilizza vinacce di dolcetto che sono le migliori per ottenere una grappa prestigiosa che viene invecchiata in botti di legno
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