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Discarica di Sezzadio, facciamo chiarezza.L’iter autorizzativo, le competenze di ruolo e la posizione della Provincia di Alessandria.

Autore: Ufficio Stampa e Relazioni Esterne.
Data prima pubblicazione: Giovedì, 25 Maggio 2017, Ore: 16:33:42
Data ultima modifica: Giovedì, 25 Maggio 2017, Ore: 16:34:12
Area tematica: Ambiente
Destinatari: Cittadini, Associazioni, Enti
Data: 25-05-2017
Numero: 29
Descrizione:
 In vista della manifestazione indetta per sabato 27 Maggio p.v.  a beneficio di una trasparente, corretta ed esaustiva informazione dei cittadini residenti nella provincia di Alessandria, si riporta qui di seguito la puntuale ricostruzione dell’iter autorizzativo in merito alla vicenda della discarica di Sezzadio:
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In data il 29 novembre 2011 la Società Riccoboni presentava istanza per Valutazione Impatto Ambientale e coordinata al rilascio di  Autorizzazione Integrata Ambientale inerente il “Progetto di realizzazione di  impianto di discarica per il conferimento di  rifiuti non pericolosi in loc. Casc. Borio di Sezzadio (AL)”.
 
A seguito della regolarizzazione avvenuta in data 2 gennaio 2012 dei contenuti dell’istanza pervenuta,  si diede decorso al procedimento con la contestuale apertura della fase di consultazione del pubblico presso l’ufficio di deposito, e al tempo stesso con la pubblicazione del progetto sul sito istituzionale della Provincia.
Il procedimento si è svolto nell’arco diversi  anni tramite la convocazione di 4 sedute della conferenza dei servizi, tenutesi nelle seguenti date:
15 marzo 2012
9 luglio 2012
22 gennaio 2013
26 novembre 2013.
La problematica principale è quella della localizzazione dell’impianto proposto nell’area che la Regione tramite il PTA ha inserito tra le aree di ricarica della falda.
Tale situazione portò ad un dissenso diffuso da parte di numerosi Comuni dell’acquese che sostenevano il pericolo per le falde idriche.
 
 Ad oggi non esistono norme che stabiliscano vincoli o divieti per quelle aree e la stessa Regione coinvolta nella conferenza dei servizi non ha mai espresso un parere tecnico ostativo alla realizzazione dell’impianto stesso. Peraltro la bozza definitiva delle norme di attuazione dell’art 24 del PTA che la Regione sta portando in approvazione consentirebbero la realizzazione di un impianto di questo tipo con particolari precauzioni realizzative.
Proprio per approfondire la tematica della possibile interferenza con la falda la Provincia stabilì di interrompere l’iter dell’autorizzazione e di aprire un tavolo di lavoro composto da tecnici rappresentanti la ditta proponente di Arpa Regione e Provincia e un tecnico incaricato in rappresentanza dieci Comuni dell’acquese, nonché del Comune di Sezzadio e del Comune di Acqui.
Il tavolo tecnico si articolò in diverse sedute tenutesi in data:
5 marzo 2013
18 aprile 2013
10 luglio 2013
8 agosto 2013
24 ottobre 2013
ai quali era stato inviato a partecipare anche l’ATO e fu  stabilto quali fossero le modalità di esecuzione di indagini idrogeologiche di approfondimento da condurre per determinare l’influenza potenziale della discarica sulle falde acquifere (in particolar modo quella profonda che risulta di grande produttività e buona qualità) nonché sulla effettiva direzione sia della falda profonda che di quella superficiale per verificare se una eventuale perdita dalla discarica avrebbe potuto avere influenza anche sulla zona di Predosa ove sono realizzate le opere di presa dell’acquedotto emergenziale per Acqui Terme (tubone).
Una volta stabilite le modalità di esecuzione delle indagini integrative e realizzate tutte le prove ritenute necessarie si aprì la fase di discussione dei risultati che portò alla fine ARPA a ritenere che il flusso della falda, sia superficiale che sotterranea, fosse tale da non poter avere interferenze sui pozzi di Predosa. Inoltre si stabili che localmente la separazione della falda superficiale da quella profonda fosse continua e senza punti di interconnessioni tra le due. Il tecnico dei Comuni sottolineava che tale interpretazione fosse corretta con gli attuali prelievi idrici da Predona.
Si riaprì la Conferenza dei Servizi che portò alla bocciatura  con DGP n. 60 del 26-02-2014 da parte della Provincia di Alessandria dell’autorizzazione per ragioni legate alla destinazione urbanistica ed alla necessità di realizzare la tangenziale di Sezzadio come elemento sostanziale per il rilascio del giudizio di compatibilità ambientale e di cui non era presente alcun elaborato tecnico nella documentazione presentata ma una sola dichiarazione di disponibilità a realizzarla da parte del proponente. Si evidenziò comunque che la posizione in cui è stata proposta la discarica non era condivisibile proprio per la presenza dell’area di ricarica della falda.
Con ricorso notificato il 30/04/14 la Riccoboni Spa, con sede in Parma, impugnò avanti il Tar Piemonte chiedendone l'annullamento, previa sospensiva, la deliberazione G.P. n. 60del 26/02/14 con cui la Provincia di Alessandria espresse giudizio negativo sulla Compatibilità Ambientale e sul rilascio Dell’autorizzazione Integrata Ambientale in relazione al progetto presentato
 
A seguito del ricorso al TAR da parte della ditta proponente lo stesso tribunale accolse i motivi di ricorso presentati con sentenza n. 318 del 18/02/2015, e ingiunse alla Provincia di rivedere l’atto finale della conferenza dei Servizi tramutandolo in positivo visto che Arpa contrariamente a quanto dichiarato dalla Provincia di Alessandria aveva escluso localmente ogni pericolo per la falda e che la ditta si era dichiarata disponibile a realizzare la tangenziale e pertanto bastava quella dichiarazione per rilasciare il giudizio di compatibilità e la conseguente autorizzazione alla realizzazione della stessa.
Il Comune di Sezzadio appoggiato da quelli dell’Acquese ricorse al Consiglio di Stato contro tale sentenza richiedendone la sospensiva; Il Consiglio di Stato rigettò l’istanza cautelare contenuta nel ricorso in ragione dell’insussistenza del danno grave ed irreparabile. Tale giudizio (n. 5037/15R.G) è tutt’ora pendente nel merito.
La Provincia di Alessandria nonostante avesse ricevuto la richiesta di esecuzione della sentenza da parte della ditta proponente non emise alcun atto fino al pronunciamento del Consiglio di Stato in merito alla sospensiva richiesta nel ricorso del Comune di Sezzadio.
Una volta rigettati anche i motivi cautelari la Provincia fu obbligata a rivedere la sua determinazione finale della Conferenza e rilasciò giudizio positivo di compatibilità ambientale ed autorizzazione integrata ambientale con Decreto n. 24 del 17/02/2016, inserendo tutta una serie di prescrizioni di tutela sia costruttiva che di monitoraggio dell’impianto di discarica che andavano ben oltre a quanto previsto dalla normativa europea di riferimento per la realizzazione di impianti di discarica per rifiuti speciali non pericolosi.
Con ricorso notificato alla Provincia il 05/05/16 il Comune di Sezzadio impugnava il Decreto del Presidente della Provincia  n. 24 del 17/02/16.