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Dipinti Dentro di Davide Minetti

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 13:07:16
Data ultima modifica: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 13:07:16
Descrizione:
Locandina evento
L’Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria inaugura Giovedì 5 febbraio 2004 alle 18.00, nella Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco - Via Guasco 49 Alessandria - la mostra di DAVIDE MINETTI Dipinti Dentro

La mostra, del cui catalogo è curatore Carlo Pesce, comprende trentadue opere (oli e tecniche miste su tela o tecniche miste su cartone) e otto studi (tecnica mista su cartoncino).

I dipinti appartengono all’ultima produzione dell’artista (anno 2003- 2004), che è una sintesi della sua ricerca sull’astratto e sull’informale, tecniche a cui egli approda dopo tanti anni di pittura figurativa.

La mostra rimarrà in esposizione dal 5 al 22 febbraio 2004 con il seguente orario di apertura al pubblico:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero

il lunedì mattina chiuso

in collaborazione con la sezione di Alessandria di ITALIA NOSTRA

Per informazioni: Provincia di Alessandria
Assessorato Cultura
Palazzo Guasco Via dei Guasco 49 - Alessandria
Tel. 0131/304006
Fax 0131/304028
Email: cultura@provincia.alessandria.it

Il cielo dopo la tempesta sceglie
i suoi colori per l’arcobaleno.
Vorrei scegliere i miei, ma viene meno
quasi l’estremo margine.

Credere ancora nella libertà
sarà peccato, nevrosi, stortura.
A uno a uno scoppiano nel vento
i palloncini rossi dell’avventura.

(Maria Luisa Spaziani, da “Kafkiana”, “Torri di vedetta”)

Lo scorso aprile l’Assessorato alla Cultura aveva patrocinato e curato, del giovane pittore Davide Minetti, la mostra Viaggio a Suburbia che rappresentava, dal punto di vista formale, un deciso allontanamento dal figurativo, seppure l’astrazione nella quale si animavano le anime e i volti di una improbabile città periferica di nuova bohème, ancora recavano l’impronta dei ritratti e del segno dei precedenti anni di attività, quando probabilmente ancora era impensabile l’abbandono della figura.
Oggi, con dipinti dentro, questo abbandono è avvenuto: gli ultimi lavori, presenti nell’esposizione della Galleria Carlo Carrà a fianco ad alcuni ancora di Suburbia, rivelano il passaggio all’astratto e all’informale, raggiunto attraverso un raffinato e al tempo stesso intenso studio del colore e della luce per caricare di valore la ricerca del cosiddetto dentro pittorico, cioè l’essenza pura di un dipinto ravvisabile al di là dell’emozione e dell’evocazione, che seppur inevitabili e accattivanti, non possono costituire il solo vero in arte.
Si è voluto, con questa mostra, dedicare uno spazio prestigioso ad un esempio di ricerca continua ed infaticabile, che nulla ha a che fare con lo sperimentalismo della pittura di ultima generazione; la ricerca di Davide Minetti, piuttosto, ha ferma la convinzione della tradizione tecnica e contenutistica.
Non a caso, uno dei lavori che la testimoniano è l’Omaggio ad Afro. Il richiamo forte ai dettami del colore e degli avanzamenti informali degli anni cinquanta, che in Afro hanno visto un maestro lirico e sapiente, sono una denuncia di poetica da perseguire, svincolandosi Davide dalle implicazioni sociali e politiche e mantenendosi invece ancorato a quelle storiche di un amato periodo artistico – letterario che oggi può sicuramente ancora vivere di nuovi spunti.
I colori di questo autore sono l’unico vero anello di congiunzione dalla figurazione alla non figurazione, ma spetta a tele come Simbiosi o Grande blu dichiararne il trionfo senza l’inganno dolce di un viso o di un paesaggio.
Lasciamo che questi colori raccontino il gesto e il dentro.

Adriano Icardi
Assessore alla Cultura della Provincia di Alessandria

Di fronte ad un’opera d’arte, nell’analisi di essa, si è sempre cercato di comprenderne il significato attraverso uno studio che privilegiasse o l’interpretazione della forma o quella del contenuto. Il sistema, assolutamente consolidato, funziona, poiché il prodotto dell’artista viene scandagliato, decifrato, raschiato, messo a nudo e, alla fine, proposto secondo un’ipotesi interpretativa che valorizza una serie di dati culturali ed antropici che tendono a determinare il “cosa” e il “perché” di un preciso lavoro. A volte, però, un approccio del genere può non bastare, e la comprensione di un discorso artistico deve essere completata da altri dati, dati che pongono il loro punto di partenza nel “come” – ed insistendo proprio su quello –, cioè nella valutazione del lavoro fisico, della fatica, dell’impegno, che permettono di arrivare ad afferrare l’opera in quanto atto creativo, in quanto “entità” dinamica in divenire, in quanto sorta di materializzazione del pensiero che dà vita alla tela, che si manifesta non più come dato virtuale di una “finzione”, ma rende reale la stessa superficie, la stessa materia ospitante, su cui, per esempio, si stende il colore.
Davide Minetti ha un rapporto drammatico con i suoi lavori. La fase elaborativa è vissuta con grande dispendio energetico e la stesura del colore assume delle caratteristiche fisiche, nel senso che la sua azione vive di un’intensità affaticata, poiché il suo dipingere si dichiara inseguendo un risultato che assume un valore concreto solo – e semmai – quando quei colori e quei gesti fanno una breccia nella spessa crosta che contiene il suo spirito e penetrano in un mondo lattiginoso la cui atmosfera, ogni tanto, è abbagliata da colori sfavillanti.
Partendo da questi presupposti, proprio il gesto e il colore – soprattutto quest’ultimo – sono i protagonisti della pittura di Davide Minetti. Le sue scelte cromatiche sono determinate da precise opzioni culturali. In un certo senso, si può pensare che egli muova seguendo quei principi che Vassilij Kandinskij ha esplicitato nel suo Lo Spirituale nell’Arte. In questo modo, il colore deve essere considerato come l’esplicitazione di una stimmung per la quale si evocano, attraverso il significato ancestrale che l’uomo ha via via attribuito alle tinte, determinate sensazioni, determinati sentimenti che il pittore cerca di portare al di fuori di sé con l’intento di mostrarli agli altri ed invitando all’immedesimazione. È chiaro che un discorso del genere risulterebbe riduttivo se non si aggiungesse un inconscio valore musicale che permea tutte le tele di Minetti. Non è un caso che egli abbia iniziato a dipingere raccontando attraverso dei ritratti di jazzisti il suo amore per quel tipo di musica. Il jazz è l’evoluzione urbana del blues, è il volo notturno dell’anima. Ha esso la sua ragione in un’improvvisazione controllata, un’improvvisazione che, se non si possiede la capacità di fare musica, può diventare fine a se stessa e non riuscire a trasmettere quella tristezza disperata o quella gioia ubriaca che si crea con quel tipo di modulazione. Le tele di Davide Minetti sono delle composizioni jazz, hanno un carattere apparentemente improvvisato ma si realizzano con il controllo della distribuzione del pigmento/suono attraverso la fatica del gesto.
L’approccio visivo ai lavori di Davide, però, non risulta immediatamente così ricco. Esso non si impone, è come una musica sentita da lontano, una melodia non afferrata immediatamente, una luce che illumina per un attimo la notte. È una striscia di lava che precipita da un canalone, nera, incombente, e che improvvisamente esplode suscitando un’inquietante meraviglia. È una pittura che nasce dalla natura, che si ispira alla natura, una natura primordiale, a volte simile a quella che, apparentemente sempre più raramente, lavora la superficie del pianeta, modifica la corografia dei territori, si scaglia con rabbia sull’uomo. Michel Leiris ha affermato che l’Universo non assomiglia a niente ed è solo informe. Davide Minetti, meglio di altri, rappresenta la presa di coscienza dell’informe. Il suo lavoro non è condizionato dalla forma, non vuole essere un fenomeno di esaltazione di essa. Si può dire che nella sua opera la forma venga accantonata a vantaggio di un’operazione. È chiaro che non si tratta di un declassamento, il suo lavoro ha una consistenza operatoria che stabilisce una serie di “funzioni” attribuite al colore e/o al gesto. L’informe di Minetti è legato alla sensazione, è un accumulo di esperienze che aspettano di essere ordinate, è un universo che, appunto, non assomiglia a niente ed attende di essere esplorato. È una associazione libera che cerca di definire un’interiorità, la sua, ma anche quella di chi osserva.
Ciò che affascina nelle tele di Minetti, dunque, è che tutte cercano di farci scoprire una parte di noi stessi. Viene in mente un pezzo suonato da Astor Piazzola, Vuelvo al Sur, si intitola. Ciascuno di noi ha un suo sud, un sud al quale ritornare, un sud dell’anima. Il lavoro di Davide Minetti è fatto per raggiungere quel sud.

Carlo Pesce

DAVIDE MINETTI nasce nel 1973 ad Alessandria. Autodidatta, si dedica al disegno sin dall’infanzia, ispirandosi al mondo del fumetto e dell’illustrazione. Legato da amicizia al grande pittore Piero Donadio, frequenta il suo studio e si avvicina definitivamente alle tecniche a tempera e olio. A diciotto anni partecipa alla sua prima collettiva presso il Comune di Castellazzo Bormida. Va intanto maturando sempre più lo studio della pittura espressionista, come la passione per la musica jazz e la cultura afroamericana:la sua pittura fino al 2000 è la sintesi di questi elementi. Dal 1995 abbraccia con più convinzione l’attività espositiva, nonché organizzativa e divulgativa delle rassegne artistiche del territorio.
Dal 1997 è curatore e direttore artistico della Collettiva d’Arte Contemporanea “Galleria Gamondio”(per il centro studi della soms) a Castellazzo Bormida, Palazzo Municipale.
Nel 1998 realizza il logo della rivista letteraria “Teatro Vocali”, di cui è fondatore insieme a Walter Zollino e la copertina del libro “Wonder Boy e altre storie” di A.Baldini per Solinum Edizioni.
E’ del 2000 la scenografia – istallazione per la performance poetica di Walter Zollino(Teatro Vocali) al Palomarte di Valenza.
Nel 2001 realizza con Flavio Fracasso, nell’ambito dell’evento “Transloco:100 opere dedicate al libro” – Progetto Firpo, il volume “Blues stropicciato d’oltremare sbiadito”, conservato nella Biblioteca Civica di Alessandria.
Alcune sue opere sono custodite presso la Camera del Lavoro di Alessandria, la Pinacoteca del Castello di Piovera, la Soms di Pietramarazzi, il Comune di Salerno, nonché in alcuni locali pubblici della provincia di Alessandria e in diverse collezioni private in tutta italia
Da circa due anni la pittura di Davide Minetti si è orientata verso l’astratto e l’informale; le ultime sue esposizioni ben testimoniano il graduale allontanamento dal figurativo, ma soltanto i lavori più recenti ne conoscono il definitivo distacco.

Pubblicato su: “Il Piccolo”, “La Stampa”, “L’Igi”(periodico dell’ Informagiovani), “Arte Cultura”(mensile di Milano), “Il Novese”, “Il nuovo giornale”, “Il secolo XIX”, “Salerno Porte Aperte”, “L’Elite”, L’altro Modo di Volare” (cataloghi d’Arte Internazionale), cataloghi ufficiali di “Artefiera” di Casale Monferrato, “Galleria Gamondio”, “Transloco, Progetto Firpo”, “Itinerari Travel”, “Arthospice, Progetto Firpo”.

Hanno scritto di lui: A. Boccassi, M.E. Donadio, B. Ferrigni, F. Fracasso, F. Liotta, B. Marenzana, F. Montaldo, R. Pelati, C. Pesce, M. Rao, W. Torselli.

Rassegna mostre dal 1998

PERSONALI

1998:”Penombre e radici (un percorso storico afro – americano, con Gianfranco Mensi) – Soms, Pietramarazzi

1998:”Spirits” – , Palazzo Municipale, Castellazzo Bormida

1999:”Dipinti” (a cura di Rita Giusti) - Bistrot, Alessandria

1999:”Luoghi della memoria”(con Mario Celon) – ex Convento Cappuccini, Castellazzo Bormida

2000:”Via Fracchia” (a cura di Dimensione Arte Tortonese) - Via Fracchia, Tortona

2000: “Dipinti e disegni” (a cura di Romano Pelati) – Galleria Modigliani, Milano

2001:”Passaggi” –Boulevard Café, Treviglio

2002:”Argento e terra ombra”(con Alessandra Quattordio) - Palazzo Municipale, Castellazzo Bormida

2002:”Dipinti”(nell’ambito “Alessandria Wave”) - Foyer Teatro Comunale, Alessandria

2002 “Etnomosaico”(con Flavio Fracasso) – chiesa di San Francesco, Cassine

2003:”Viaggio a Suburbia”(patrocinata dalla Provincia di Alessandria, a cura dell’Assessorato alla Cultura) - Sala Polifunzionale Libreria Mondadori, Alessandria

2003:”Salerno Porte aperte” – Comune di Salerno – ex chiesa dell’Addolorata – Salerno

2003: “40 clandestini di Flavio Fracasso nel percorso di Davide Minetti”(nell’ambito di Etnomosaico) – chiesa di San Francesco – Cassine

2003:”L’officina di Vulcano”(a cura di Francesca Liotta) – Galleria Satura, Palazzo Stella,Genova

Rassegna mostre dal 1996

COLLETTIVE

1996:” Drà Cararola” (a cura di Associazione Propostal) – Cortili di Corso 100 Cannoni e Via Tripoli, Alessandria

1997:Tintonia” (a cura di Associazione Propostal) – ex Tinaio degli Umiliati,
Alessandria

1999:”Arte e Medioevo” – serra del castello, Piovera

1999:”Sei artisti alla Galleria Morando” – Galleria Morando, Alessandria

2000:”Colore” – serra del castello, Piovera

2000:”Tatti” – , serra del castello, Piovera

2000:”Arte senza tempo”, III Biennale Progetto Firpo – ex Tartarici, Alessandria

2000:”15100 under 30” (18 giovani artisti per il comune di Alessandria) – ex Complesso Conventuale di San Francesco, Alessandria

2001:”Jazz Cazz Razz” (con F.Fracasso e G.Caruso) – Camera del Lavoro
Alessandria

2001:” Sulla strada della donna” (per Associazione Vasone) chiostro di S.Maria di Castello– Alessandria

2001:”Emozioni segrete” – serra del castello, Piovera

2001:”Artisti alle Chorde” (istallazione ideata da Flavio Fracasso in occasione di ”Pittura e scultura sotto le stelle” per l’Associazione Vasone) - Frugarolo

2002:”Artisti alle Chorde”(con M. Barbieri, F. Fracasso, G. Caruso) “La galleria”
Pavia

2002:”Arte senza tempo”, IV Biennale Progetto Firpo – ex Baratta, Alessandria

2002:”Satura” – Galleria Satura, Palazzo Stella Genova

2003:”Arteinfiera” – Mostra di San Giuseppe, Casale Monferrato

2003:”Arthospice. 100 artisti per dare forza a un sogno”, Progetto Firpo – Via San Pio V, 41, Alessandria

2003:”Resta Domiciliari” (sei artisti occupano la casa di Mico Rao con pittura, scultura, interventi, installazioni, video) – Piazza Santa Maria di Castello, Alessandria
 
Elenco opere esposte

1. SPIRITUAL olio su tela 120 x 100 cm.
2. LA STESSA NOTTE olio su tela 120 x 80 cm.
3. FIGURE DI SUBURBIA olio su tela 120 x 80 cm.
4. LA LUCE DENTRO I olio su tela 120 x 80 cm.
5. FIGURA NOTTURNA olio su tela 70 x 80 cm.
6. MOVIMENTI NOTTURNI I olio su tela 70 x 80 cm.
7. MOVIMENTI NOTTURNI III olio su tela 70 x 80 cm.
8. DI SERA… olio su tela 40 x 40 cm.
9. IMPRESSIONE I olio su tela 40 x 40 cm.
10.IMPRESSIONE III olio su tela 40 x 40 cm.
11. IMPREESSIONE IV olio su tela 40 x 40 cm.
12. TENEBROSO olio su tela 150 x 100 cm.
13. PRIMO DIPINTO PER GLI SPIRITI olio su tela 120 x 80 cm.
14. FIGURA olio su tela 60 x 60 cm.
15. FOSCHIA tecnica mista su tela 60 x 60 cm.
16. TENUE tecnica mista su tela 60 x 60 cm.
17. SENZA TITOLO tecnica mista su cartone 103 x 72 cm.
18. SENZA TITOLO tecnica mista su cartone 60 x 72 cm.
19. LUCI NEL BOSCO olio su tela 60 x 60 cm.
20. COMPOSIZIONE BLU-VERDE tecnica mista su tela 40 x 40 cm.
21. MASSA METACROMATICA tecnica mista su cartone 103 x 72 cm.
22. IL VOLO n° 3 tecnica mista su tela 120 x 100 cm.
23. NOTTURNO tecnica mista su cartoni 144 x 103 cm.
24. RAREFATTO olio su tela 120 x 80 cm.
25. SIMBIOSI dittico, olio su tela 200 x 120 cm.
26. COMPOSIZIONE LONTANA olio su tela 40 x 40 cm.
27. DENTRO olio su tela 120 x 80 cm.
28. CANTO SUBURBANO olio su tela 120 x 80 cm.
29. FUOCHI NOMADI olio su tela 200 x 135 cm.
30. OMAGGIO AD AFRO tecnica mista su tela 200 x 107 cm.
31. GRANDE BLU tecnica mista su tela 168 x 120 cm.
32. IL COLORE VIOLA olio su tela 120 x 100 cm.
33. - 40. n° 8 STUDI tecnica mista su cartoncino 30 x 40 cm.