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Flavescenza dorata della vite

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Venerdì, 07 Marzo 2014, Ore: 12:18:32
Data ultima modifica: Venerdì, 07 Marzo 2014, Ore: 12:51:23
Descrizione:
La Flavescenza dorata  è una malattia epidemica che attacca la vite. L’agente infettivo è un fitoplasma, un microrganismo molto simile ai batteri. La malattia viene trasmessa da un insetto vettore lo Scaphoideus titanus, considerato l’unico vettore della malattia: l’insetto suggendo la linfa della vite infetta assimila il fitoplasma che si instaura nelle ghiandole salivari. Pungendo altre viti, con la saliva l’insetto lo inietta  nelle piante sane infettandole.

Vite

La flavesecenza dorata  è comparsa in Piemonte in provincia di Alessandria nel tortonese nel 1998 e si è diffusa su tutto il territorio piemontese.
La Flavescenza dorata è una malattia da quarantena e dal 2000 in Italia esiste un Decreto di lotta obbligatoria  che prevede l’utilizzo di insetticidi contro l’insetto vettore  oltre alla eliminazione delle piante infette.
SINTOMI DELLA MALATTIA
Riconoscimento della comparsa primaverile

PRIMA FASE – l’intercettazione -cercare i “sintomi spia” che devono cioè indurre a fermarsi per approfondire, e sono:
Spalliera vuota
Maggior  produzione di ricacci rispetto al solito


Spalliera vuota

Maggior  produzione di ricacci rispetto al solito

SECONDA FASE: cercare la presenza contemporanea di almeno tre dei sintomi di seguito descritti:
  • germogli con numero inferiore di internodi
  • internodi accorciati e/o disposti a zig-zag
  • foglie di dimensioni inferiori
  • bollosità della lamina fogliare per il ridotto sviluppo delle nervature
  • disseccamento e disarticolazione del germoglio a partire dall’apice
  • ripiegamento verso il basso della foglia
  • inserzione più acuta della lamina fogliare sul picciolo
  • caduta anticipata delle foglie
  • corteccia imbrunita nella parte interna a contatto con il legno
Corteccia imbrunita
  • appassimento parziale o totale del grappolo dalla invasatura
  • consistenza gommosa del germoglio o mancata lignificazione
  • arrossamenti e/o ingiallimenti attorno alle nervature
  • distacco anticipato delle foglie con o senza picciolo
  • arrossamenti e/o ingiallimenti settoriali delimitati dalle nervature
  • ispessimento della lamina fogliare
Sintomi

Sintomi

L’INSETTO VETTORE E IL SUO CONTENIMENTO
Il cicadellide Scaphoideus titanus è l’unico insetto in grado di trasmettere il fitoplasma  ed è l’unico responsabile della diffusione della malattia. Originario del nord America, ma da tempo presente nei nostri vigneti, presenta una sola generazione all’anno. Le uova deposte in prevalenza sul ceppo, schiudono da metà maggio con la comparsa di 5 stadi giovanili che si concentrano prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie vicino al ceppo e sui ricacci basali.

Neanidi
Neanidi
Esuvie
Esuvie
Ninfa
Ninfa
adulto
Adulto
Gli adulti,alati , lunghi circa 5-6 mm, compaiono a fine giugno-inizio luglio e la loro presenza si protrae spesso sino ad ottobre.
In presenza di Flavescenza nei vigneti è indispensabile ridurre drasticamente la presenza del vettore con trattamenti insetticidi. Il primo trattamento va effettuato dopo circa 30 giorni dall’inizio della chiusura delle uova alla comparsa delle prime forme infettive. I trattamenti insetticidi devono essere effettuati sempre a fine fioritura della vite, ad allegazione avvenuta, per salvaguardare le api e altri insetti pronubi.
Il secondo trattamento va eseguito a distanza di 15 – 20 giorni  diretto agli stadi superstiti e agli adulti derivanti da nascite scalari.
Un terzo trattamento può essere necessario nel caso si verifichino reinfestazioni di adulti nel vigneto.

DECRETO DI LOTTA OBBLIGATORIA
Dal 2000 esiste un decreto di lotta obbligatoria (D.M. 32442/2000) che prevede:
  • minimo di 2 trattamenti insetticidi
  • estirpo delle piante infette
  • eliminazione della vegetazione spontanea di vite selvatica durante la stagione vegetativa
  • estirpo di superfici vitate abbandonate, trascurate con presenza di viti selvatiche.
SANZIONI
Chiunque non rispetti gli obblighi previsti dal Decreto è perseguibile a livello amministrativo con sanzioni pecuniarie:
  • mancato rispetto dell'obbligo di estirpazione: 0,3 euro per metro quadrato di superficie; in ogni caso la sanzione pecuniaria non può essere inferiore a 1.500,00 euro;
  • omissione dei trattamenti da 200,00 euro a 1.200,00 euro.
Sono inoltre applicate le disposizioni della legge regionale 29 aprile 2013, n. 6 “Disposizioni regionali in materia agricola”:3 dell’art. 9 (Misure di emergenza per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie):
  • l'esecuzione coatta delle misure fitosanitarie previste al comma 1 ponendo a carico del trasgressore le relative spese;
  • la sospensione di ogni forma di contributo economico in ambito agricolo a qualsiasi titolo amministrato dalla Regione Piemonte.
Il Settore Fitosanitario Regionale garantisce la vigilanza sul territorio sia sull’esecuzione dei trattamenti insetticidi, sia sull’ estirpo delle piante e delle superfici vitate a grave rischio.

Controllo del materiale di moltiplicazione
Ai fini del contenimento dell'epidemia e della lotta alla flavescenza dorata la sanità dei materiali di moltiplicazione rappresenta uno degli aspetti fondamentali. A tale scopo, il Settore Fitosanitario Regionale (SFR) organizza annualmente l'ispezione di tutti i campi di piante madri (CPM) presenti sul territorio piemontese, mediamente oltre 2.000 ogni anno e delle barbatelle prodotte.
In caso di ritrovamento di piante sintomatologicamente riferite a flavescenza dorata, il SFR non autorizza il prelievo di materiale per la moltiplicazione. I campi di piante madri infetti restano esclusi dalla possibilità di prelievo finché non sarà accertata l'assenza della malattia per due anni consecutivi.
La legislazione fitosanitaria norma anche l'attività vivaistica: il "passaporto delle piante", che deve accompagnare le barbatelle al momento della vendita, è garanzia di rispondenza ai requisiti di legge che per la flavescenza dorata prevede che il materiale di moltiplicazione derivi da campi non sintomatici per i due cicli vegetativi precedenti al prelievo.
Al fine di preservare la sanità del materiale di moltiplicazione i viticoltori devono adottare fin da subito le misure preventive di difesa contro la flavescenza dorata. I vivaisti devono seguire norme precise di produzione del materiale di propagazione con maggior numero di trattamenti insetticidi(DDn. 89 del 17/05/2006)). Nei confronti dei vivaisti il SFR attua anche interventi di sensibilizzazione e di formazione permanente.
La prevenzione, inoltre, viene realizzata attraverso l'utilizzo di materiale di moltiplicazione sano e la gestione degli incolti.
( Testo redatto sulla base dei documenti ufficiali della Regione Piemonte. Si ringrazia la D.ssa Paola Gotta del Settore Fitosanitario Regionale per la preziosa collaborazione)

trappole adesive per la cattura degli adulti
trappole adesive per la cattura degli adulti

RACCOMANDAZIONI
Per il viticoltore l'unica possibilità di combattere e prevenire la flavescenza dorata è quella di:
  • abbattere la popolazione dell'insetto vettore mediante il ricorso a trattamenti insetticidi facendo riferimento alle indicazioni e ai prodotti indicati nei bollettini di difesa che i tecnici predispongono in base ai rilievi nei vigneti;
  • monitorare accuratamente i vigneti con lo scopo di intercettare le prime piante con sintomi sospetti;
  • estirpare immediatamente le piante infette;
  • eliminare le ceppaie e, qualora si dovesse posticipare tale operazione, contrastare la produzione di polloni;
  • porre particolare cura alla prevenzione nei giovani impianti;
  • in caso di estirpazione  tutte le piante di vite devono essere totalmente  sradicate per evitare la crescita di pericolosi ricacci di vite selvatica.
INTERVENTI SUL TERRITORIO
PROGETTI PILOTA

In provincia di Alessandria nel 2007 è iniziato il  primo progetto pilota, nella zona del Casalese, per il controllo e il monitoraggio in vigneto della presenza  delle forme giovanili da fine maggio a inizio giugno, mentre per gli adulti vengono utilizzate, da luglio in avanti, trappole gialle adesive. In seguito al rilievo delle presenze in vigneto dell’insetto vettore sono stati emessi specifici  bollettini, affissi nelle apposite bacheche, con le indicazioni riguardanti i prodotti insetticidi da utilizzare e le epoche per effettuare i trattamenti.
In seguito altri Comuni e altre zone viticole della provincia hanno intrapreso simili iniziative al fine di avere un controllo più mirato per la difesa contro la Flavescenza dorata.
PIANO OPERATIVO PROVINCIALE
Dal 2011 si è iniziato un progetto di monitoraggio  su tutto l’areale viticolo della provincia in collaborazione con le organizzazioni professionali agricole Coldiretti , Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), con il patrocinio della Provincia di Alessandria e della Camera di Commercio di Alessandria.
Analoghi progetti sono stati intrapresi dal “Consorzio dell’Asti docg” e  dal “Consorzio  Tutela del Gavi ”.
In totale vengono monitorati,  in provincia di Alessandria, circa 150 vigneti.
La metodologia seguita è uguale per tutti i progetti e prevede il controllo degli stadi giovanili dell’insetto vettore per poter meglio collocare il primo trattamento insetticida. Da inizio luglio vengono posizionate tre trappole cromotattiche per ogni vigneto e controllate ogni 15 giorni per valutare la presenza degli adulti e quindi fornire indicazioni per i trattamenti insetticidi.

ATTIVITA’ PREVISTA PER IL 2014
PROGETTI PILOTA

Continueranno anche nel corso del 2014 i progetti pilota già iniziati negli anni precedenti e precisamente quelli con le Comunità Collinari della zona del Monferrato  casalese, nella zona dell’ acquese in particolare sul vitigno moscato con la collaborazione del “Consorzio  dell’Asti docg”, quello in collaborazione con il “Consorzio di Tutela del Gavi “nel gaviese, nella zona del tortonese e infine quello su tutto il territorio  provinciale con la collaborazione delle tre organizzazioni professionali agricole.
I progetti hanno lo scopo di monitorare la presenza e l’evoluzione dell’insetto vettore  nei vigneti al fine di meglio collocare i trattamenti insetticidi. Sarà nostra cura pubblicarli su questa pagina in tempo reale.

ALTRI INTERVENTI SUL TERRITORIO : PROVE SPERIMENTALI
UTILIZZO DI FUNGHI SIMBIONTI E BATTERI

Il benessere delle viti è spesso il presupposto fondamentale per la loro crescita equilibrata e per garantire l’induzione di tutte quelle risposte e difese innescate dall’attacco dei diversi patogeni.
Proprio su questa considerazione iniziale si basa la prova sperimentale impostata in collaborazione e con la guida scientifica del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica  dell’Università del Piemonte Orientale (sede di Alessandria).
A tal fine, nel corso della campagna viticola 2013 è stato individuato un vigneto fortemente colpito dal giallume; le viti infette sono state evidenziate e mappate ed è stata registrata la gravità dei sintomi espressi..
Su queste viti e su altre, attualmente asintomatiche, che rappresenteranno il testimone, verranno inoculati, in primavera, funghi simbionti e batteri capaci, oltre che di recare un benessere metabolico alle piante, di competere con il fitoplasma all’interno della vite migliorandone le performance nei confronti del fitoplasma stesso.

UTILIZZO DI CALCIOCIANAMMIDE
Dopo i primi riscontri sperimentali (Vercesi et al., 2009) che hanno evidenziato, nel corso degli anni, una minor percentuale di viti morte o con sintomi attribuibili a fitoplasmi, utilizzando concimazioni al terreno con calciocianammide, si è ritenuto utile condurre, con l’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’università Cattolica di Milano- sede di Piacenza, una prova sperimentale pluriennale su vigneti in produzione di diversa età, ove saggiare gli effetti nutrizionali e sanitari dell’impiego della calciocianammide nella usuale concimazione azotata del vigneto.
Pertanto, nel 2012, sono stati considerati due vigneti coltivati a Barbera nella zona viticola del Monferrato Casalese nei quali sono stati mappati i sintomi attribuibili a fitoplasmi su circa 500 viti per vigneto.
Nel corso del 2013 è stata applicata una concimazione con calciocianammide.
Durante la stagione vegetativa sono state controllate tutte le vite per rilevare la presenza dei sintomi da giallumi.
La prova avrà una durata minima di tre anni e verrà quindi valutato l’effetto della concimazione nel contenimento dei fitoplasmi, oltre agli effetti nutrizionali e produttivi che l’impiego di tale concimazione potrà determinare nel vigneto.

PROVE DI GESTIONE DEL VIGNETO
Uno dei sistemi di profilassi per limitare la diffusione della Flavescenza nei vigneti è quello di eliminare la vegetazione sintomatica, riducendo così anche la presenza dell’agente infettivo che muore con l’appassimento della vegetazione asportata.
Si ipotizza che la vite potrebbe essere posta in condizioni di convivere con la malattia recuperando parte o in tutto il proprio potenziale produttivo.
Individuato nel 2012 il vigneto è stata estrapolata una porzione di circa 2000 mq nella quale verranno sistematicamente asportate le parti della vite che evidenziano i sintomi di Flavescenza. Sulla restante parte del vigneto, che fungerà da testimone, verranno praticate le usuali tecniche di gestione agronomica.
Nel corso di quattro anni di sperimentazione si vuole verificare la dinamica della malattia nelle viti ammalate e l’eventuale remissione totale dei sintomi (recovery).
Questa prova verrà eseguita a cura della Comunità Collinare “Terre di vigneti e pietra di cantoni” con la collaborazione delle tre organizzazioni professionali agricole.