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La rappresentazione della realtà sociale dagli anni '50 di Enrica Morbello Core

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:11:15
Data ultima modifica: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:42:19
Descrizione:
Locandina evento
L'Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria inaugurerà, presso la Galleria "Carlo Carrà" di Palazzo Guasco, Via Guasco, 49 Alessandria, sabato 8 novembre 2003 alle ore 17 la mostra di Enrica Morbello Core "La rappresentazione della realtà sociale dagli anni '50".

La mostra rimarrà in esposizione dall'8 novembre al 23 novembre 2003 con il seguente orario di apertura al pubblico :

tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero

il lunedì mattina chiuso
in collaborazione con la sezione di Alessandria di Italia Nostra

Per informazioni: Provincia di Alessandria
Assessorato Cultura
Palazzo Guasco Via dei Guasco 49 - Alessandria
Tel. 0131/304006
Fax 0131/304028
Email: cultura@provincia.alessandria.it
 


L'opera dei pittori è sempre interpretabile, come ci insegna il Gombrich, seguendo il percorso della loro vita ma nel caso di Enrica Morbello Core questo legame è particolarmente stretto e manifesto come se i suoi quadri fossero immagini ferme da un film che ci scorre davanti, che ci fa vedere un pezzo di storia personale e sociale.

La ragazza piena di sogni che dipinge ad olio a 18 anni la bellissima coppia di un palco di teatro, o riproduce affascinata le copertine di "Grandi Firme" di Boccasile, o si esercita negli studi sui gessi del Bistolfi, di fronte alla durezza della vita, della guerra, delle scelte, cambia non solo argomento ma stile.

Ed ecco allora in un bianco e nero netto spesso essenziale come per appunti di viaggio, compaiono i carboncini sui partigiani sulle scene che vive, sui volti che ha intorno, e più avanti sulla realtà sociale degli anni '50, mentre parallelamente al desiderio di pace sempre più evidente si fa largo la necessità di rappresentazione di fiori e nature morte.

Nelle sale della Galleria di Palazzo Guasco verranno esposti quadri dagli anni '40 ad oggi, con particolare rilievo alla produzione "neorealista" degli anni '50. E' interessante notare l'evoluzione stilistica nel corso del tempo.

Le tecniche usate vanno dal carboncino, carboncino e biacca bianca su carta ocra, olio, pastello e china

Dedicare una mostra a Enrica Morbello Core, alla sua espressione pittorica e grafica, rimanda inevitabilmente agli anni Cinquanta - il periodo in cui questa artista emerse - così importanti nella storia dell'arte, all'insegna di quel forte dibattito tra forma e realtà, tra astrattismo e neorealismo che vide schieramenti e commistioni degli intellettuali più fecondi del secondo dopoguerra.

Fu così che la partigiana Enrica, aderendo con il tratto forte dei suoi disegni e la poesia non convenzionale dei suoi pastelli a questa seconda istanza del pensiero artistico, portò in arte le sue ferme convinzioni politiche e sociali dando vita ad una pittura che manifestava negli splendidi ritratti e nella densa rappresentazione umana, la forza di un messaggio carico di verità sociale ad oggi intramontabile.

Stimando il suo impegno e felice del suo meritato successo, vedo realizzarsi quest'ultima iniziativa che la vede protagonista in un'esposizione che nutre la riflessione non tralasciando di commuovere lo sguardo desideroso di umanità.

Adriano Icardi
Assessore Provinciale alla Cultura
 


Nel 1953, in occasione del Premio Città di Casale, una di quelle iniziative preziose per conoscere gli artisti o aspiranti tali al di fuori di quelle esposizioni mercantili che si sono poi succedute, ricordo di aver segnalato Enrica Morbello Core come una pittrice di talento.

Allora non era facile distinguere la qualità artistica di una donna, prevalendo ancora pregiudizi maschilisti molto peggio che nei secoli passati quando l'arte delle donne era assai considerata.

Ritrovai più volte Enrica Morbello Core a Casale, dove fu anche premiata e seppi poi che essa era stata una coraggiosa partigiana.

Lo si capiva anche dall'attenzione che essa portava specialmente nel disegno, alla figura umana non considerata come pretesto di figurazione, ma nella sua realtà sociale, studi di minatori, cordoglio di donne dopo l'eccidio famoso di Portella della Ginestra.

Mi fa piacere di rincontrare oggi Enrica Morbello Core in questa mostra che presenta la sua attività nel tempo, che risale agli anni '50.

Non si tratta soltanto di disegni, ma, salendo negli anni, anche di pastelli tutt'altro che convenzionali e anche di composizioni ad olio come quel ritratto nell'ambiente di Gubbio che si fa notare per le forme tornite di Fernanda e per l'accostamento di tonalità gentile delle case della cittadina umbra.

Si capisce bene che Enrica Morbello Core ha praticato anche un mestiere artigianale, nel mobile, insieme al padre.

Non c'è incertezza né convenzione nel trattare la figura come quando rappresenta il padre nel suo lavoro di ebanista o la forte figura nel marito Dino sia a pastello che a carboncino.

Ogni tentazione di inutile barocchismo è lontana dalla Morbello che ha disegni incisivi, coi quali racconta, con animo aperto e partecipe, la vita della sua gente, come testimonianza di un passato che si mantiene nel presente, con la decisione di una persona che mai ha rinunciato a una prospettiva di giustizia e di possibile felicità.

Raffaele De Grada