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Personale di Sergio Toppi

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:17:11
Data ultima modifica: Giovedì, 28 Maggio 2015, Ore: 12:42:28
Descrizione:
Locandina evento
L'Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria inaugura, presso la Galleria "Carlo Carrà" di Palazzo Guasco, Via Guasco, 49 Alessandria, giovedì 27 novembre 2003 alle ore 17.30 la personale dell'illustratore e fumettista milanese Sergio Toppi

Nelle sale della Galleria di Palazzo Guasco sono esposte oltre cento tavole a colori e in bianco e nero, comprendenti diversi cicli della sua opera di disegnatore.

In occasione della mostra verrà realizzato un catalogo a cura dello Studio Michelangelo di Milano e di Bianca Ferrigni.

La mostra rimarrà in esposizione dal 27 novembre al 14 dicembre 2003 con il seguente orario di apertura al pubblico:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero

il lunedì mattina chiuso
in collaborazione con la sezione di Alessandria di Italia Nostra

Per informazioni: Provincia di Alessandria
Assessorato Cultura
Palazzo Guasco Via dei Guasco 49 - Alessandria
Tel. 0131/304006
Fax 0131/304028
Email: cultura@provincia.alessandria.it
 


L'affascinante mondo dell'illustrazione entra con questa mostra firmata da Sergio Toppi sicuramente a testa alta nella Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, orgogliosa di ospitarla, intendendo l'Assessorato alla Cultura far dedica ad un artista europeo.
Se i premi ricevuti da Toppi quale miglior disegnatore italiano marcano in modo illustre il suo territorio d'appartenenza, si può ben dire che il disegno dell'artista milanese è così carico della cultura d'oltralpe (l'Art Nouveau, l'Espressionismo tedesco, come sottolineato dalla critica), da diventarne, nel corso di più di cinquant'anni, altrettanto protagonista.
Il fumetto veicola i significati della maggiore arte figurativa nei percorsi importantissimi della comunicazione letteraria grafica che si assume, attraverso una inconfondibile estetica, la responsabilità di recuperare la storia e la cultura dagli albori della civiltà e di denunciarne fino ad oggi meriti e demeriti.
La personale di Sergio Toppi curata da Bianca Ferrrigni e dallo Studio Michelangelo Edizioni di Milano ben risponde a queste istanze mentre svolge, pur non potendo esaurire tutto l'immenso patrimonio della lunghissima e fecondissima attività dell'autore, le sue sequenze perfette nei vari mondi degli antichi pirati e falconieri, dell'eterno femminino, degli uomini in armi, dei tarocchi magici, dell'epopea di Dürrenmatt . . . immagini che con imponenza ed eleganza incontrastata riaprono tutta la vicenda artistica di questo illustratore di immagini e di immaginario collettivo.
Che sia la tavolozza di colori o il bianco nero che non perdona, le illustrazioni d'autore compiono la loro emozione.

Adriano Icardi
Assessore alla Cultura della Provincia di Alessandria
 


Il Signore del segno
Un tratto marcato, un segno definitivo. Mai incerto. Nera china e pennino, con qualche tocco di pennello. Un bianco e nero che non si presta ad equivoci, a sfumature. È questa la cifra stilistica che maggiormente racconta Toppi.
Un volto, un gesto, un paesaggio.
L'atto del vedere, che precede il narrare, è il compagno segreto di ogni artista. Toppi è un divoratore di immagini. Le scruta, le studia, le ama. È un osservatore attento che diviene inevitabilmente narratore, un narratore di storie in punta di pennino. Di quelle storie che leggi nelle pieghe di una singola immagine, di quelle storie narrate in egual misura dai bianchi come dai neri, dalla grafica della tavola e dai particolari del disegno, dalle campiture agli arabeschi di china.
Ogni immagine trascende se stessa e si pone, in qualche misura, al di fuori del tempo, alla ricerca di un equilibrio armonico nello spazio.
I bianchi nelle tavole di Toppi hanno assunto pari dignità con i neri, in una sorta di democratizzazione del segno, in una atemporalità sinfonica che avvicina Toppi alla funzione di un antico demiurgo. Ogni immagine è più dello sguardo attento e indagatore del suo autore. Ogni immagine ha un'aura di sacralità, tratta di vita e di morte, e, narrando, ci accompagna nelle meravigliose lande del senso.
Toppi nelle sue tavole descrive atmosfere, allude non fotografa, reinterpreta, rimastica temi e suggestioni. Nel pellegrinaggio dello sguardo cui ci guida questa mostra, troviamo un ampio saggio della sua arte, ascoltiamo le sue storie narrate in sintetiche tavole, a volte in veri e propri fumetti, strumento principe di quell'intrigante commistione tra parola e immagine, in soluzioni grafiche che permettono una certa sinfonia che la sola immagine fatica a dare.
Un pellegrinaggio che ci porta anche alle soglie delle stanze del colore, che in Toppi assume un gusto espressionista, dal grande impatto visivo, tra tarocchi e leggende. Emergono personaggi carichi di Storia e di storie. Dall'antico Giappone ai fieri pirati dei tempi passati. Dalla poetica delle armi, che in una trasfigurazione grafica divengono elemento costitutivo della tavola, alla esaltazione della determinazione femminile.
Toppi è il Signore del segno. Ha con esso un rapporto di signoria che si differenzia dalla dimensione padronale e funzionalistica. Il segno di Toppi, raffinato e forte, è compagno per quel cammino verso la bellezza e l'armonia che affascina ognuno.
Stefano Gorla
 


Così Sergio Toppi illustra le tecniche da lui usate per illustrazioni e fumetti: "Non uso tecniche particolarmente sofisticate, perché prediligo il bianco e nero a inchiostro di china, e in questo caso uso prevalentemente il classico pennino da disegno e ovviamente i pennini per i colori. Non uso mai la tempera perché non corrisponde tanto ai miei gusti, essendo molto spessa e coprente, e preferisco senz'altro le chine colorate che mi consentono effetti di trasparenza assai simili a quelli dell'acquerello.
È stato osservato da più parti che uso di preferenza i toni azzurri verdi e violetti e tutte le loro nuances, molto raramente il rosso e il giallo. Questo è assolutamente vero".


Biografia di Sergio Toppi

Privo di formazione artistica (dopo il liceo classico si iscrive alla facoltà di medicina) Toppi arriva al fumetto dopo essersi dedicato all'illustrazione (per la Mondadori e la UTET) e alla pubblicità televisiva (nel campo dell'animazione con lo studio Pagot).

1960 - L'esordio nell'ambiente del fumetto avviene con il Corriere dei Piccoli, che in quel periodo è diretto da Guglielmo Zucconi, con l'illustrazione di alcuni episodi della serie de Il Mago Zurlì, su testi di Carlo Triberti. Sempre sul settimanale del Corriere della Sera, in seguito, pubblica altre storie di argomento storico e bellico (Pietro Micca, per i testi di Mino Milani, fu il primo della lunga serie Grandi avventure di pace e di guerra) vignette umoristiche, illustrazioni (La Sacra Bibbia, nella riduzione di Corrado Vanni, e l'inserto centrale "Tutto sul West" con la riproduzione di soldatini e figurine da ritagliare).

1972 - Alla trasformazione del Corriere dei Piccoli in Corriere dei Ragazzi, Toppi, intensifica la sua collaborazione con Milani, disegnando, per il rinnovato settimanale (ora diretto da Giancarlo Francesconi) le serie Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani (dove lo stesso sceneggiatore appariva nelle vesti di narratore), Fumetti-verità (dedicati a fatti di cronaca e/o alle imprese dei campioni dello sport, i cui testi, oltre che di Milani, erano di Renzi, Manocchia, Carpi e Castelli), Uomini Contro (dedicata alla rievocazione di atti criminali e storie di gangsters, che vedeva spesso la partecipazione ai testi di Castelli) e i Grandi nel giallo (ristampate in volume, dieci anni più tardi, dall'editore Ivaldi di Genova).

1974 - Sono sempre di argomento storico i fumetti pubblicati (ancora in coppia con Milani) sul Messaggero dei Ragazzi. Questi racconti (per i quali Toppi si cimenta per la prima volta anche come soggettista) rappresentano un po' il punto di congiunzione tra la produzione per il CdR (che ancora era soggetta ad una certa rigidità stilistica) e le future opere della piena maturità. E' proprio grazie all'incoraggiamento di Padre Colasanti, direttore del settimanale, che Toppi inizia a sperimentare soluzioni differenti nella costruzione della pagina, usando per la prima volta la composizione verticale, tipica della sua produzione futura. A proposito di questa sua "indipendenza" creativa, lo stesso Milani ebbe a dichiarare: "Ci sono testi che scrivo in funzione del suo disegno, che preparo in previsione della sua personalissima forma narrativa, lasciandogli poi piena libertà di scelta... se lui ritiene di dover stringere in un solo disegno ciò che io pensavo di dover suddividere in due o tre, non esiste problema...". Tutti gli episodi realizzati saranno poi ristampati dallo stesso editore, nel 1980 nel volume Uomini che non ebbero paura.
1975 - Continua, in parallelo, la sua attività di illustratore. In questi anni, in particolare, realizza 12 disegni a colori di samurai per il libro Ukiko è Haiku & Suspense, di Ettore Sottsass Jr, edito da Quadragono Libri e riceve il suo primo riconoscimento importante: lo Yellow Kid quale miglior disegnatore italiano dell'anno al salone di Lucca.

1975 - Collabora con l'editore Ivaldi, realizzando numerose -copertine, illustrazioni western e storie di argomento bellico per il periodico Sgt.Kirk. Queste ultime saranno ristampate, dallo stesso editore, l'anno successivo nel volume Cronache d'armi, di giullari, di briganti e militari.

1975 Nel 1974, moriva Rino Albertarelli, lasciando incompiuto il decimo episodio de I protagonisti, una serie di biografie a fumetti sui personaggi del West, edita dalla Bonelli (all'epoca la casa editrice si chiamava Daim Press). Toppi, che aveva collaborato con Bonelli fino ad allora solo per le copertine di alcuni volumi non a fumetti della collana America, diretta da Decio Canzio, viene chiamato a completarlo. Herman Lehmann, l'indiano bianco, realizzato a due mani da Albertarelli e Toppi costituirà allo stesso tempo l'ultimo numero della collana, e il primo di un lungo sodalizio di Toppi con l'editore di via Buonarroti.

1976 - L'anno successivo, infatti, fa il suo esordio nelle edicole la collana cartonata Un uomo un'avventura: il primo volume, L'Uomo del Nilo, scritto da Decio Canzio è disegnato da Sergio Toppi. L'autore disegnerà altri due volumi della collana, il n.7 (L'Uomo del Messico, uscito nel 1977 sempre per i testi di Canzio) e il n.17 (L'uomo delle paludi, uscito nel 1978 e scritto dallo stesso Toppi).

1976 - Inizia la sua collaborazione con Il Giornalino delle Edizioni Paoline che, tra racconti di carattere religioso (ma non solo), intere serie, illustrazioni e copertine, proseguirà ininterrotta fino ai giorni nostri. Oltre alla prima storia pubblicata, L'amore alla vita di sole 12 pagine, vanno ricordati i Racconti brevi (1977), la Storia di tutti i tempi (1982), I Grandi del cinema (1985), Storie d'oro e di frontiera (1986), Smeraldi per il faraone (1988), Mastro Domenico (1989), In quel giorno (1990), Viso Nascosto (1992), Un uomo chiamato Gesù (1992), Don Alberione (1994), La città (1994, su testi di Gino D'Antonio) e i recenti Magda & Moroni (serie iniziata nel 1996 e tutt'ora in corso per i testi di Luigi D'Antonio) e Le avventure di Robinson Crusoe (1997).

1977 - Esce L'ultimo indio, quattordicesimo e ultimo numero della collana America, che al contrario degli altri titoli è una sorta di diario di bordo sui viaggi amazzonici di Sergio Bonelli, scritto dal compagno di avventure Walter Minestrini. Toppi, oltre a realizzarne la copertina, vi pubblica il breve racconto La storia di Helena Valero (che sarà ristampato sul n.28 del Ken Parker Magazine) del quale realizza sia i testi che i disegni.

1977 - Ma la passione di autore completo, finora palesata solo in poche occasioni, troverà la piena realizzazione con la collaborazione a Linus ed Alter, della Milano Libri. Per quest'ultima testata, antesignana fra le cosiddette riviste "d'autore" Toppi realizza numerosi racconti che hanno in comune forti componenti fantastiche, oniriche, magiche o irrazionali. Su Alter, oltre a raffinare lo stile narrativo, Toppi realizza anche il suo primo personaggio seriale: Sharaz-de, ispirata alla Sherazade de Le mille e una notte. Gran parte di questi racconti saranno ristampati dalla Milano libri in due volumi, usciti rispettivamente nel 1980 e nel 1984, Sacsahuaman e, appunto, Sharaz-de, dal nome della protagonista.

1981- Il suo nome inizia ad essere conosciuto anche all'estero. Dalla Francia arrivano offerte di lavoro finalizzate alla realizzazione di alcuni episodi della "Storia di Francia a fumetti" (L'Histoire de France en bandes dessinèés) edita dalla Larousse e tuttora inedita in Italia. La sua collaborazione prosegue successivamente con altri episodi de "La découverte du monde en bandes dessinées", questa volta pubblicato anche in Italia da Editori Riuniti-Larousse, con il titolo La scoperta del mondo a fumetti.

1982 - La strada verso le riviste "d'autore" è ormai spianata e Toppi inizia a pubblicare anche su L'Eternauta delle Edizioni EPC. Per questa testata, oltre a numerosi racconti fantastici e d'avventura, crea il suo secondo personaggio seriale: Il Collezionista.

1983 - Enzo Biagi, sulla scia della pubblicazioni didattiche a fumetti della Larousse, sta preparando, per conto della Mondadori, alcune opere analoghe anche in Italia. A realizzarne i disegni, numerosi autori italiani, tra i quali Toppi, che collabora disegnando sette capitoli del volume Americani. Storia dei popoli a fumetti.

1984 - Per la rivista Comic Art, dell'omonima casa editrice fondata da Rinaldo Traini, Toppi realizza numerose illustrazioni e copertine e pubblica, oltre alle nuove storie de Il Collezionista, alcuni racconti di ambientazione storica (Myetzko, Ipotesi 1492, Katana e Ogo Niok) tutti ristampati nel 1994 nel volume Myetzko ed altri racconti che a Treviso Comics riceverà il premio "Signor Bonaventura". Sempre per la Comic Art, realizza anche una storia breve che appare nel secondo volume de I diritti umani, pubblicato nel 1990.

1984 - Sul numero 19 di Orient Express (già diventato di proprietà della Sergio Bonelli Editore che ha acquisito le Edizioni l'Isola Trovata), Toppi pubblica un breve racconto di 13 pagine: A qualcuno va bene. Per lo stesso editore, nella collana I Protagonisti, verranno ristampati in volume tutti e tre i racconti realizzati fino a quel momento del Il Collezionista: si tratta del n.2 della collana (Il Calumet di Pietra rossa, 1984) del n.8 (L'obelisco della terra di Punt, 1985) e il n.15 (La lacrima di Timur Leng, 1986).

1984| In quello stesso anno (siamo in pieno boom delle riviste antologiche italiane) Toppi inizia la sua collaborazione anche con la neonata Corto Maltese della Rizzoli. Il suo talento viene impiegato in larga misura nella realizzazione di copertine e illustrazioni a commento dei brani letterari che affiancano i fumetti, senza trascurare tuttavia per questo la produzione di racconti (testi e disegni), che comprende: Kas Cey (sui nn.10-11 del 1984), Chapungo (n.1, 1985), M'Felewzi (n.9, 1985), Isola Gentile (nn.3-4, 1987), Aloranguay (n.2, 1988), Thanka (n.9, 1988), L'incontro (n.7, 1989), Una grave lacuna (n.1, 1990), Blues (n.3, 1990), Il dossier Kokombo (n.5, 1991), Solitudinis Morbus (n.12, 1991), Dio minore (n.2, 1993) e Cavaliere di ventura (n.5, 1993).

1987 - Pietro Alligo riesce finalmente a convincere il reticente Toppi a realizzare una serie di illustrazioni a colori per un mazzo di tarocchi d'arte (caratteristici della produzione della sua casa editrice, Lo Scarabeo). Nascono così i Tarocchi Universali, che presentano un Toppi all'apice della sua bravura nell'illustrazione a colori, e due anni più tardi l'esperimento verrà ripetuto con i Tarocchi delle Origini, che confermano la qualità del precedente lavoro. La collaborazione con l'editore torinese continuerà con quattro illustrazioni a colori di altrettanti eroi bonelliani, Martin Mystère, Tex, Dylan Dog e Nathan Never, inserite nei rispettivi portfolio (I volti segreti di...) pubblicati nel 1992.
1987-97 - | Intensifica l'attività di illustratore, estendendo le sue collaborazioni a molti periodici (Famiglia Cristiana, Selezione del Reader's Digest, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Manifesto) e case editrici (Bompiani, SEI e Rizzoli), per le quali disegna le copertine di libri ed altre pubblicazioni. Inoltre, per pura ricerca personale e senza avere un committente specifico, realizza numerose illustrazioni, di volta in volta accomunate fra loro in quanto omaggi a grandi autori, o perchè ispirate alla vicenda biblica di Giuditta, oppure ancora dedicate al tema magico della mutazione donna-animale.

1992 - Il 1992 è anche l'anno della consacrazione: al 19° Salone dei Comics di Lucca riceve il premio Caran D'Ache come migliore illustratore italiano e contemporaneamente l'A.N.A.F.I. gli assegna il premio quale migliore autore.

1992 - Sempre in quegli anni estende le sue collaborazioni estere alla Spagna. Per conto delle Edizioni Planeta Agostini di Barcellona, realizza le opera didattiche El Cerro de la Plata - La leyenda de Potosì e Las fabulosas ciudades de Arizona - Los tesoros de Cibola, entrambe tuttora inedite in Italia.

1994 - Collabora con il Centro Etnografico Ferrarese alla realizzazione di alcune iniziative di promozione del territorio, legate al personaggio di Martin Mystère. I volumi Martin Mystère presenta i Misteri di Bondeno - ovvero Etrnografia e narrativa: raccontare con il fumetto (Edizioni Interbooks) e Martin Mystère presenta il Carnevale a fumetti (Edizioni Il Megalito di Tosi), entrambi curati da Roberto Roda, ospitano alcune sue illustrazioni ed una breve storia di 4 pagine.

1995 - Disegna, su testi di Maurizio Mantero, un breve racconto di fantascienza, Ubica, pubblicato sul n.31 del Ken Parker Magazine, edito da Sergio Bonelli Editore (dopo la parentesi della breve esperienza editoriale della Parker Editore, di proprietà di Berardi e Milazzo). Lo stesso mensile, oltre alla ristampa citata sul n.28 de La storia di Helena Valero, ospita, nel n.35, un'altro suo racconto inedito, Questioni di famiglia, scritto da Alfredo Castelli e con protagonista il suo detective dell'impossibile. Quest'ultimo racconto è stato ristampato recentemente nel n.16 (uscito a Luglio 1999) di Martin Mystère Extra.

1996 - Realizza disegni ed illustrazioni per L'Agenda dello studente 1996-97 ed per il Calendario dell'Esercito Italiano 1997, pubblicati dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano.

1997 - Oltre vent'anni dopo la pubblicazione di Herman Lehmann, l'indiano bianco, Toppi torna ad essere pubblicato da Bonelli su di un albo di una serie regolare: esce infatti il n.114 di Nick Raider, Senza Respiro, scritto da Gino D'Antonio e disegnato in modo ineccepibile da Sergio Toppi.

1997 - Proseguendo la sua collaborazione con il Centro Etnografico Ferrarese, Toppi realizza i testi ed i disegni de La quercia del Re, una suggestiva fiaba ispirata ad una leggenda popolare, pubblicata nel volume Il delta di Gulliver (edito da Il Megalito di Tosi) e, in versione multimediale, anche nel Cd-Rom Martin Mystère presenta i Segreti del Po, edito da Leonardo Studio.

1999 - Toppi è ancora una volta ospite di una collana regolare della Bonelli. Nl mese di agosto, viene infatti pubblicato L'eterno riposo, albo n.11 di Julia, il nuovo personaggio di Giancarlo Berardi.

Dicono di lui..

"Quando, da perfetto sconosciuto quale sono, grazie al cielo, al di fuori del piccolo mondo fumettistico italiano, mi presento a qualche manifestazione dedicata ai comics (a New York come a Buenos Aires, Barcellona come ad Angoulême), mi basta una semplice dichiarazione per suscitare l'interesse e la stima dei miei interlocutori. "Mi chiamo Sergio Bonelli, pubblico fumetti in Italia e sono l'editore di Sergio Toppi"".

Sergio Bonelli

"Dalle sue tavole così incise e così bulinate, dalla ricchezza traboccante delle sue storie misteriose e tragiche ci viene costantemente il conforto che può esistere un uomo così responsabile, così pronto a rispettare il suo impegno. Come una religione. Il suo lavoro tende alla perfezione, per semplice senso del dovere. Il dovere di essere sempre più bravo, il dovere di continuare ad imparare, perchè non si finisce mai di d'imparare a questo mondo, specie per chi si è assunto l'incarico di creare immagini, di mettere la propria fantasia e le proprie risorse al servizio degli altri".

Oreste del Buono