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Turismo

Rilevazione movimento turistico 2013

Autore: Amministratore.
Data prima pubblicazione: Lunedì, 11 Giugno 2012, Ore: 10:36:25
Data ultima modifica: Giovedì, 03 Luglio 2014, Ore: 10:31:07
Area tematica: Turismo

E’ da una doverosa premessa che parte l’analisi sui dati della statistica alberghiera in provincia di Alessandria: un’indagine seria e un’altrettanto seria valutazione sui movimenti turistici deve ragionare in un’ottica di “lungo periodo”, non basarsi su facili entusiasmi o altrettanto facili depressioni derivanti dagli scostamenti minimi di questo o quel dato. Dietro i numeri ci sono orientamenti, decisioni, scelte strategiche, questioni macroeconomiche e a tutto ciò non sfugge nemmeno il turismo e le scelte della sua utenza, indirizzata peraltro da mille variabili.
L’indagine, dunque, deve soffermarsi sulle costanti di questo o quel settore, in relazione alle politiche di comunicazione, all’implementazione dei servizi, alle politiche di sistema, non da ultimo, alle vicende delle singole  porzioni di territorio. Un dato emerge dall’analisi di presenze e arrivi turistici nella provincia di Alessandria: la sostanziale tenuta del settore.
La verifica dei dati relativi al 2012 – decisamente positivi – e le successive considerazioni avevano imposto, comunque, un’oggettiva prudenza rispetto al futuro, in considerazione degli evidenti morsi della crisi, già percepibili nei mesi scorsi. “La crisi c’è – interviene il presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi – e questo è un dato consolidato, ma il settore resiste e la somma complessiva di arrivi e presenze è la terza degli ultimi 15 anni. Un segnale che va, comunque, tenuto in debita considerazione, mantenendo alta la concentrazione di istituzioni e operatori alla vigilia di appuntamenti importanti come quello di Expo 2015”.
Il dato rilevante e positivo è la tenuta del settore extra-alberghiero, in cui aumentano strutture, arrivi e presenze, con un significativo incremento dei turisti stranieri. Una domanda che va, quindi, salendo, in relazione anche al considerevole aumento delle strutture ricettive, passate dalle 77 del 2000 alle 445 del 2013.
In ogni caso, il mercato straniero guarda con costante interesse al territorio alessandrino e, anche in presenza di una minima contrazione di arrivi e presenze nel settore alberghiero, è proprio questa presenza a mantenere su buoni livelli il dato relativo alla frequentazione in provincia di Alessandria con un incremento degli arrivi da 111.913 a 119.294 e delle presenze da 241.445 a 264.541.
Spostandosi su dati più generali che comprendono il settore alberghiero e quello extra-alberghiero, tutti i bacini della provincia, tranne Alessandria e Tortona, incrementano gli arrivi, ma Alessandria recupera nelle presenze con Ovada, unico centro-zona col segno positivo sia negli arrivi che nelle presenze.
Il capoluogo attrae francesi, olandesi, russi, tedeschi e ancora cinesi, giapponesi, statunitensi e brasiliani e rappresenta un dato omogeneo rispetto ad altri bacini con vocazione più marcatamente turistica, come quello di Casale Monferrato, dove il settore extra-alberghiero registra incrementi decisamente significativi. Analoga valutazione per Acqui Terme, dove va registrata anche una buona tenuta del settore alberghiero, che incrementa le presenze di italiani, europei ed extraeuropei, con statunitensi che raddoppiano la loro presenza.
Un’indagine che presenta, dunque, diversi motivi di riflessione e merita attenzione sia nei dati postivi che in quelli negativi. Pur costituendo un semplice strumento di supporto, essa va, comunque, valorizzata e utilizzata nelle diverse sedi decisionali, adottando le adeguate scelte politiche e organizzative. “Il riordino delle competenze in materia di turismo, con la trasformazione dell’ente Provincia – sottolinea il presidente Filippi – impone, poi, altre doverose riflessioni, al fine di non penalizzare un settore, come quello del turismo, oggi più che mai motore di sviluppo e crescita del nostro territorio”.
 
Documenti
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